NoTAV Non facciamoci rubare il futuro

«Gli ospedali chiudono, le scuole cadono a pezzi, i giovani vanno a studiare e a fare ricerca all’estero, i treni pendolari vengono soppressi e a Chiomonte, in Val di Susa, da più di tre mesi il governo spende 90mila euro al giorno per sorvegliare un cantiere. Non è forse l’ora di dire basta?». Dopo un estate all’insegna della protesta contro la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione i comitati No-Tav si rivolgo al Paese invitando i cittadini ad aderire alla loro lotta. «Essere No-Tav» spiegano «significa bloccare la casta che ci ha portato in questa crisi economica». E ancora, «Essere un No-Tav significa scommettere sul futuro di questo Paese, lottare per cambiarlo e proporre tante piccole opere utili e investimenti essenziali per uscire dalla crisi». Cambiano le parole ma il messaggio resta sempre lo stesso: «La Tav è una grande opera pubblica che non serve a nulla se non a rifinanziare le casse della mafia e dei partiti».

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