Contro il fascismo e la sua apologia

Lo scorso 11 febbraio presso la libreria Mondadori Multicenter, il gruppo di esplicita ispirazione neofascista, Casapound, ha organizzato la presentazione di un romanzo sulla storia della loro organizzazione, invitando il responsabile nazionale Gianluca Iannone e l’autore Domenico Di Tullio. Si tratta di un testo rivolto ai giovani, di accessibile lettura ed espressione della loro “cultura” fatta di odio razziale, omo – lesbo – trans fobia, violenza, sessimo, autoritarismo e di esaltazione del superomismo e del patriarcato.
Già in quell’occasione le antifasciste e gli antifascisti di Palermo in pochissimo tempo hanno avuto la forza di lanciare una mobilitazione e di impedire che la cultura dell’odio trovasse spazio nel pieno centro di Palermo. Non contenti l’iniziativa sarà riproposta mercoledì 23 marzo, stesso luogo, ma con una rosa di ospiti che vanno oltre l’autore e il responsabile nazionale Gianluca Iannone. Sono previsti infatti interventi di padri, padroni e padrini, esponenti del centro destra palermitano e giornalisti di importanti testate giornalistiche nazionali. Questo nuovo assetto dell’iniziativa è ancora più pericoloso risultando espressione del degrado culturale e politico che viviamo oggi in Italia. Rientra perfettamente nel progetto generale di riabilitazione politica del fascismo, dei suoi temi e dei suoi simboli a scapito della lotta partigiana e dei valori di libertà ed eguaglianza portati avanti da quest’ultima.
Ricordiamo i continui attacchi istituzionali alla festa del 25 aprile, la proposta di parificare la condizione dei repubblichini a quella dei partigiani in quanto giovani che hanno combattuto per la patria (!!!), il vano tentativo di cancellare la storia della resistenza dai libri scolastici e gli attacchi alla Costituzione democratica frutto della lotta antifascista (ricordando a chi l’avesse dimenticato che in Italia secondo la Costituzione (XI disposizione transitoria), l’apologia del fascismo è reato (legge 20 giugno 1952 n°645)! , il tutto mediato dai mezzi televisivi ed editoriali dell’autoproclamato padrone d’Italia Silvio Berlusconi
Tutto torna: fascisti, nostalgici del regime , asserviti alle forze politiche della destra revisionista, reazionaria e liberista, che utilizzano gli strumenti mediatici gentilmente concessi dal padrone. Non è un caso infatti che la presentazione del libro sia stata organizzata presso la libreria del gruppo editoriale di proprietà della famiglia Berlusconi. Inutile dilungarsi sul ruolo che ha avuto la Mondadori nell’illecita e criminosa ascesa economica e politica di Sivio Berlusconi.
Essere antifasciste/i oggi per noi significa denunciare e lottare contro uno stato di polizia in cui la repressione dello stato può anche uccidere (ricordiamo tre omicidi tra loro diversi ma legati alla stessa mano come Carlo Giuliani, Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi).
Quotidianamente viene fomentata la paura del diverso per poi permettere a organizzazioni fasciste, naziste o di simile ispirazione di ergersi a tutori della sicurezza e dell’ordine, provocando un aumento di aggressioni xenofobe. A tal proposito, non dimentichiamo la proposta presentata nel 2008 di dar vita alle ronde per fortuna rimasta (in parte) disattesa e che tra l’altro strumentalizzava la violenza di genere proprio per legittimare la formazione di queste squadracce!
Vergognosamente oggi la marginalizzazione del “diverso” è istituzionalizzata, l’esempio più evidente di ciò è la nascita dei CPT oggi CIE, veri e propri centri di detenzione per migranti, all’interno dei quali si consumano un’enormità di violenze e di violazioni di diritti civili e politici. Ricordiamo casi di stupri (es. il caso di Joy, stuprata all’interno del CIE di via Corelli a Milano), omicidi, pestaggi, accompagnati da una tanto quotidiana quanto ingiustificata privazione di libertà di movimento che non a torto viene paragonata a quella subita da ebrei, oppositori politici, persone LGBT e rom nei lager!
A questo scenario macabro dobbiamo inoltre aggiungere l’approvazione del Pacchetto sicurezza e delle ordinanze per il decoro urbano che proprio pochi giorni fa hanno fatto una vittima proprio nella nostra città: Noureddine Adnan.
Noureddine, ragazzo marocchino di 28 anni, “regolare” in Italia e con un permesso di ambulante, si è dato fuoco dopo il quinto sequestro consecutivo della sua merce in virtù di una regola, che ha permesso a due vigili urbani con pratiche ed atteggiamenti fascisti di perseguitarlo ripetutamente (come probabilmente è già capitato a tanti migranti).
Essere antifasciste/i significa attualizzare la spinta di liberazione sociale e di trasformazione della società. Esserlo a Palermo significa partire dai bisogni/diritti non solo civili ma soprattutto sociali mettendo in rete i percorsi di lotta, di rivendicazione e di emancipazione collettiva. Percorsi che ci pongono in conflitto con il blocco di potere dominante che non a caso in Sicilia è caratterizzato già all’indomani della seconda guerra mondiale dal connubio tra mafia e fascisti. Percorsi attraverso i quali, andando oltre il vuoto legalitarismo, si formi una coscienza della responsabilizzazione collettiva di quelle porzioni di società che subiscono il dominio ideologico e materiale mafioso.
Memori di quanto accaduto il 9 ottobre 2010, quando 6 studenti antifascisti sono stati denunciati e arrestati per un semplice volantinaggio davanti ad una scuola dove per l’appunto si erano verificati casi di violenza fascista, risulta necessario che tutte le forze antifasciste presenti a Palermo, centri sociali, collettivi, associazioni, sindacati,intellettuali e partiti, mantenendo le loro differenze e le loro pratiche d’azione, tutte legittime e complementari, si trovino a formare un fronte comune contro l’apologia e la riabilitazione del fascismo istituzionale e non.
Proponiamo dunque un momento di mobilitazione per portare ancora avanti i valori della resistenza che non fu soltanto una lotta di liberazione nazionale contro l’invasore ma soprattutto una lotta per una radicale trasformazione della società.

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